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Vizzini possiede un ricco e
prezioso patrimonio artistico fatto di chiese, palazzi, dipinti,
sculture, arredi e tantissimi altri oggetti di pregevole
artistica fattura.
La Chiesa Madre fu costruita sull'antico palazzo senatoriale di
cui conserva il prospetto sud in stile gotico catalano, e sulle
rovine del vecchio monastero benedettino, fondato da S. Gregorio
M. Lo splendido portale gotico catalogabile dell'inizio del XV
sec. impreziosisce, arricchendola, la varietà degli stili.
All'interno, a tre navate con colonne ottagonali ed archi a
sesto acuto, si possono ammirare due dipinti del maestro
fiorentino F. Paladini (datati 1610 e 1611), il Battistero
(1614), la cappella tardo barocca della navata sinistra, il
soffitto in legno scolpito del Bonajuto (1786).
La Basilica di S. Vito, occulto oratorio al tempo delle
persecuzioni cristiane, possiede un prezioso altare scolpito, di
scuola gaginesca.
La Chiesa SS. Annunziata si fa notare per gli stupendi affreschi
tardo barocchi della volta.
A S. Agata si trovano una grande pala del Bonino e la Cappella
del Sacramento in uno splendido barocco di sicura mano
artigianale locale, per la sua genuina ispirazione. S. Maria dei
Greci conserva un trittico raffigurante una Madonna con Bambino
ed altre figure sacre di epoca bizantina (358?). La chiesetta
della Madonna del Pericolo custodisce l'omonimo dipinto del V
sec.
S. Sebastiano si fa ricordare per i suoi affreschi del soffitto.
Una splendida Madonna (1527) opera dello scultore Antonello Gagini, si
può ammirare nella chiesa S. Maria di Gesù.
La Basilica di S.
Giovanni Battista è la chiesa più grande di Vizzini: vi si
distinguono gli altari laterali rococò ed una statua del santo
1530 dello scultore don Vinc. Archifel. La chiesa del Convento
dei PP. Cappuccini offre la visione di una stupenda
"Deposizione" di F. Paladini e della pregevole, pala
dell'altare maggiore raffigurante S. Barbara (XVII sec.). Di
notevole pregio Vizzini possiede inoltre il Palazzo Comunale
(1800) di ispirazione neoclassica; il Palazzo Cafici che ci
ricorda le massicce vanità del barocco e le velleità del tardo
'700; la Biblioteca Comunale con i suoi arredi settecenteschi, i
preziosi incunaboli e vari cinquecentini.
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